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San Giorgio

 

"Chi non raccoglie con Me, DISPERDE" (Matteo XII,31)
23 Aprile 2009 a.D., San Giorgio Cavaliere
Chiediamo sempre, in particolare quest'oggi, la grazia di pregare PER LA
DILATAZIONE dEL REGNO DI DIO, e, anzitutto affinché si stabilisca nel nostro
CUORE
Ragazzi/e,
aggiungo ben poco alle note inviate Marco:
1) San Giorgio il Grande è annoverato tra i QUATTORDICI SANTI AUSILIATORI ed
è invocato particolarmente nei combittimenti, contro gli insulti e le
cadute. Inoltre è, subito dopo SAN MICHELE Arcangelo ed accanto a lui, il
principale protettore dei cattolici militanti;
2) nell'elenco dei centri che lo hanno per Patrono, ricordo il comune di
Pignataro MAGGIORE in provincia di Caserta;
3) uno dei primi atti di Wotyla fu il modificare parzialmente gli atti con i
quali, (seminando scandalo, di cui c'è una certa eco nel racconto di Eugenio
Corti "San Giorgio declassato") Montini aveva colpito il culto pubblico di
tale santo;
4)una delle poche notizie storicamente certe su di lui (ma io credo a quasi
tutto, NON ESCLUDO NEPPURE IL DRAGO), è quella che lo identifica con il
tribuno militare che *mANGIANDOSI* tutte le copie che trovava del bando
persecutorio di Diocleziano, riuscì, ritardando l'inizio della persecuzione,
a salvare tanta gente;
5) la chiesa di San Giorgio al Velabro, sul Palatino, è uno dei meno
conosciuti, ma più santi, luoghi sacri del mondo. NON Solo vi è conservato
il cranio del Martire, non solo è la più antica chiesa dell'Occidente,
(precedente persino a Santa Maria Maggiore), non solo vi sono inumati i
crani dei condannati a morte di epoca pontificia, ma sembra che sorga
proprio sul solco tracciato da Re Romolo. Notizie, queste relative alla
sacralità del posto, poco o punto conosciute da fedeli ma non ignorate dai
nemici. Non dimentichiamo che, nel 1992, fu fatta bersaglio di bombe
mafiose. I motivi non sono ancora oggi ben chiari. O, almeno, non Me ne è
giunta notizia. Chi è più informato, è pregato di farcelo sapere.
DIO CI BENEDICA
vostro
UomochenonfuMAI
INVOCAZIONE AI SANTI guerrieri
Signore IDDIO che arrestate la guerra, protettore e sostegno di tutti coloro
che sperano in Voi, ascoltate favorevolmente la nostra preghiera e, per i
meriti dei vostri Santi martiri & guerrieri Maurizio, Sebastiano e GIORGIO,
accordateci la forza sui nostri nemici. Con favore interamente gratuito,
salvateci, voi che vi siete degnato di riscattare l'uomo,  con il
Preziosissimo Sangue del vostro diletissimo Figlio e Nostro Signore Gesù
Cristo. Amen.
Pater
3 Ave
Gloria

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23 Aprile

San Giorgio, Martire

Cappadocia sec. III - † Lydda (Palestina), 303 ca.

Giorgio, il cui sepolcro è a Lidda (Lod) presso Tel Aviv, in Israele, venne
Onorato, almeno dal IV secolo, come Martire di Cristo in ogni parte della
Chiesa. La Tradizione popolare lo raffigura come il Cavaliere che affronta
il drago, simbolo della Fede intrepida che Trionfa sulla forza del maligno.
La sua Festa Liturgica è Celebrata in questo giorno anche nei Riti Siro e
Bizantino. (Mess. Rom.)



Patronato: Arcieri, Cavalieri, Soldati, Scout, Esploratori, Città di
Ferrara, Arciciocesi di Ferrara-Comacchio

Etimologia:  Giorgio = che lavora la terra, dal greco


Emblema: Drago, Palma, Stendardo

Per avere un’idea del diffusissimo Culto che il Santo Cavaliere e Martire
Giorgio, godé in tutta la Cristianità, si danno alcuni dati. Nella sola
Italia vi sono ben 21 Comuni che portano il suo nome; Georgia è il nome di
uno Stato Americano degli U.S.A. e di una Repubblica Caucasica; sei Re di
Gran Bretagna e Irlanda, due Re di Grecia e altri dell’Est Europeo,
portarono il suo nome.

È patrono dell’Inghilterra, di intere Regioni Spagnole, del Portogallo,
della Lituania; di Città come Genova, Campobasso, Ferrara, Reggio Calabria e
di centinaia di altre Città e Paesi. Forse nessun Santo sin dall’Antichità
ha riscosso tanta Venerazione Popolare, sia in Occidente che in Oriente;
Chiese Dedicate a San Giorgio esistevano a Gerusalemme, Gerico, Zorava,
Beiruth, Egitto, Etiopia, Georgia da dove si riteneva fosse oriundo; a
Magonza e Bamberga vi erano delle Basiliche; a Roma vi è la Chiesa di San
Giorgio al Velabro che custodisce la Reliquia del Cranio del Martire
Palestinese; a Napoli vi è la Basilica di San Giorgio Maggiore; a Venezia c’è
l’isola di San Giorgio.

Vari Ordini cavallereschi portano il suo nome e i suoi Simboli, fra i più
conosciuti: l’Ordine di San Giorgio, detto “della Giarrettiera”; l’Ordine
Teutonico, l’Ordine Militare di Calatrava d’Aragona; il Sacro Ordine
Costantiniano di San Giorgio, ecc.


È considerato il Patrono dei Cavalieri, degli armaioli, dei soldati, degli
scouts, degli schermitori, della Cavalleria, degli arcieri, dei sellai;
inoltre è invocato contro la peste, la lebbra e la sifilide, i serpenti
velenosi, le malattie della testa, e particolarmente nei paesi alle pendici
del Vesuvio, contro le eruzioni del vulcano.

Il suo nome deriva dal Greco ‘ghergós’ cioè ‘agricoltore’ e lo troviamo già
nelle ‘Georgiche’ di Virgilio e fu portato nei secoli da persone celebri in
tutti i campi, oltre a Re e Principi, come Washington, Orwell, Sand, Hegel,
Gagarin, De Chirico, Morandi, il Giorgione, Danton, Vasari, Byron, Simenon,
Bernanos, Bizet, Haendel, ecc.

In Italia è diffuso anche il femminile Giorgia, Giorgina; in Francia è
Georges; in Inghilterra e Stati Uniti, George; Jörg e Jürgens in Germania;
Jorge in Spagna e Portogallo; Gheorghe in Romania; Yorick in Danimarca; Yuri
in Russia. La Chiesa Orientale lo chiama il “Megalomartire” (il Grande
Martire).
Detto tutto questo, si può capire come il suo Culto così diffuso in tutti i
Secoli, la Chiesa tributa una la Devozione Millenaria.

La sua figura è avvolta nel mistero, da secoli infatti gli studiosi cercano
di stabilire chi veramente egli fosse, quando e dove sia vissuto; le poche
notizie pervenute sono nella “Passio Georgii” che il "Decretum Gelasianum"
del 496, inoltre in Opere Letterarie successive, come “De situ Terrae
Sanctae” di Teodoro Perigeta del 530 ca., il quale attesta che a Lydda
(Diospoli) in Palestina, oggi Lod presso Tel Aviv in Israele, vi era una
Basilica Costantiniana, sorta sulla Tomba di San Giorgio e Compagni,
Martirizzati verosimilmente nel 303, durante la persecuzione di Diocleziano
(detta Basilica era già meta di Pellegrini prima delle Crociate, fino a
quando il Sultano Saladino (1138-1193) la fece abbattere).

La notizia viene confermata anche da Antonino da Piacenza (570 ca.) e da
Adamnano (670 ca) e da un’Epigrafe Greca, rinvenuta ad Eraclea di Betania
datata al 368, che parla della “casa o Chiesa dei Santi e Trionfanti Martiri
Giorgio e Compagni”.

I Documenti successivi, che sono nuove elaborazioni della "Passio" sopra
citata, offrono notizie sul Culto, ma sotto l’aspetto Agiografico, si
integra l’episodio del drago e della fanciulla salvata da San Giorgio.

La "Passio" dal Greco, venne tradotta in Latino, Copto, Armeno, Etiopico,
Arabo, ad uso delle Liturgie riservate ai Santi; da essa apprendiamo, che
Giorgio era nato in Cappadocia ed era figlio di Geronzio Persiano e
Policronia cappadoce, che lo educarono Cristianamente; da adulto divenne
Tribuno dell’Armata dell’imperatore di Persia Daciano, ma per alcune
recensioni si tratta dell’Armata di Diocleziano (243-313) Imperatore dei
Romani, il quale con l’Editto del 303, prese a perseguitare i Cristiani in
tutto l’Impero.

Il Tribuno Giorgio di Cappadocia allora distribuì i suoi beni ai poveri e
dopo essere stato arrestato per aver strappato l’Editto, confessò davanti al
Tribunale dei persecutori, la sua Fede in Cristo; fu invitato ad abiurare e
al suo rifiuto, come da prassi in quei tempi, fu sottoposto a spettacolari
supplizi e poi buttato in carcere. Qui ha la visione del Signore che gli
Predice sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre volte la
Resurrezione.

Giorgio vince il mago Atanasio che si Converte e Martirizzato; viene
tagliato in due con una ruota piena di chiodi e spade; risuscita operando la
Conversione del "Magister Militum" Anatolio con tutti i suoi soldati che
vengono uccisi a fil di spada; entra in un tempio pagano e con un soffio
abbatte gli idoli di pietra; converte l’Imperatrice Alessandra che viene
Martirizzata; l’Imperatore lo condanna alla decapitazione, ma Giorgio prima
ottiene che l’Imperatore ed i suoi settantadue dignitari vengono inceneriti;
promette protezione a chi Onorerà le sue Reliquie ed infine si lascia
decapitare.

Il Culto per il Martire iniziò quasi subito, come dimostrano i resti
archeologici della Basilica eretta qualche anno dopo la morte (303?) sulla
sua Tomba nel luogo del Martirio (Lydda); la l'episodio del drago, fu messo
in risalto nel Medioevo, quando il trovatore Wace (1170 ca.) e soprattutto
Jacopo da Varagine († 1293) nella sua “Leggenda Aurea”, fissarono la sua
Figura come Cavaliere Eroico, che tanto influenzerà l’ispirazione figurativa
degli artisti successivi.

Essa narra che nella città di Silene in Libia, vi era un grande stagno, tale
da nascondere un drago, il quale si avvicinava alla città, e uccideva con il
fiato quante persone incontrava. I poveri abitanti gli offrivano per
placarlo, due pecore al giorno e quando queste cominciarono a scarseggiare,
offrirono una pecora e un giovane tirato a sorte.

Un giorno fu estratta la giovane figlia del Re, il quale terrorizzato offrì
il suo patrimonio e metà del Regno, ma il popolo si ribellò, avendo visto
morire tanti suoi figli, dopo otto giorni di tentativi, il Re alla fine
dovette cedere e la giovane fanciulla piangente si avviò verso il grande
stagno.

Passò proprio in quel frangente il giovane Cavaliere Giorgio, il quale
saputo dell’imminente sacrificio, tranquillizzò la Principessina,
promettendole il suo intervento per salvarla e quando il drago uscì dalle
acque, sprizzando fuoco e fumo pestifero dalle narici, Giorgio non si
spaventò, salì a cavallo e affrontandolo lo trafisse con la sua lancia,
ferendolo e facendolo cadere a terra.

Poi disse alla fanciulla di non avere paura e di avvolgere la sua cintura al
collo del drago; una volta fatto ciò, il drago prese a seguirla docilmente
come un cagnolino, verso la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere
il drago avvicinarsi, ma Giorgio li rassicurò dicendo: ”Non abbiate timore,
Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: Abbracciate la Fede in
Cristo, ricevete il Battesimo e ucciderò il mostro”.
Allora il Re e la popolazione si Convertirono ed il Prode Cavaliere uccise
il drago facendolo portare fuori dalla Città, trascinato da quattro paia di
buoi.

L’eroico Martire della Cappadocia a Simbolo di Cristo, che sconfigge il male
(demonio) rappresentato dal drago. I Crociati Venerarono molto il Martire
Santo Guerriero, volendo simboleggiare l’uccisione del drago come la
sconfitta dell’Islam; e con Riccardo Cuor di Leone (1157-1199) san Giorgio
venne invocato come protettore da tutti i combattenti.

Con i Normanni il Culto del Santo Orientale si radicò in modo straordinario
in Inghilterra e qualche Secolo dopo nel 1348, Re Edoardo III istituì il
celebre grido di battaglia “Saint George for England”, Istituendo l’Ordine
dei Cavalieri di San Giorgio o della Giarrettiera.

In tutto il Medioevo la Figura di San Giorgio, il cui nome aveva tutt’altro
significato, cioè ‘agricoltore’, divenne oggetto di una Letteratura Epica
che gareggiava con i cicli Bretone e Carolingio. Nei Paesi slavi assunse la
funzione addirittura ‘pagana’ di sconfiggere le tenebre dell’inverno,
simboleggiate dal drago e quindi di favorire la crescita della vegetazione
in primavera; una delle tante metamorfosi leggendarie di quest’Umile Martire
Cavaliere, che volle testimoniare in Piena Libertà, la sua Fede in Cristo,
soffrendo e donando infine la sua giovane vita, come fecero in quei tempi di
sofferenza e sangue, tanti altri Martiri di ogni età, condizione sociale e
in ogni angolo del vasto Impero Romano.

Autore: Antonio Borrelli
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Tratto dal sito: www.santiebeati.it